|
Risvolto di copertina
Vita Sackville-West (1892-1962) e Virginia Woolf (1882-1941) si incontrano per la
prima volta nel 1922. Dal 1924 cominciarono a frequentarsi - e a scriversi - con
un'assiduità che non verrà mai meno, fino al suicidio di Virginia.
Queste lettere raccontano molto bene loro relazione, i suoi mutamenti e le sue
tensioni.
"E' stato il rapporto più stretto che Virginia abbia mai avuto al di fuori della
famiglia. Per Vita fu l'avvenimento più importante della sua esistenza a parte
il matrimonio, perché le diede l'affetto di un amicizia, lo stimolo letterario, un
tesoro e un privilegio," scrive Nigel Nicolson nell'Introduzione al terzo volume
delle lettere di Virginia. Anche questo epistolario sarà per chi legge "un tesoro e
un privilegio." Un tesoro perché si rivela essere scoperta emozionante della
personalità delle due scrittrici, del loro ambiente, di numerosi personaggi
dell'epoca. Di gusti, abitudini, eventi storici o letterari. E' un continuo fuoco
d'artificio, divertente e insieme commovente. Un privilegio perché ci consente di
vedere oggi i modi e le forme in cui il loro amore ha sostenuto ed arricchito
l'attività creatrice di entrambe, oltre che loro esistenza quotidiana. Della loro
relazione, d'amore e di amicizia, si è detto fino ad oggi molto poco. La
pubblicazione delle lettere è il primo compiuto tentativo in questo senso.
E chi legge, mentre contrae un debito di gratitudine, si accorge di essere chiamato
dalle due scrittrici a testimone della loro storia.
Per se stessa, nel Diario, Virginia riassumeva così, pochi mesi prima morire:
"Vita ha in mano l'esistenza, conosce le piante, la loro mente, il loro corpo,
fa colazione col principe Bernhard... ed è in generale indolente e abbondante e del
tutto priva di quell'odore stantio di cucina che hanno i piccoli artisti... grande e
ollerante e modesta tiene dolcemente in mano tante redini: figli; Harold; parco;
fattoria. È' anche spiritosa, e capace di un affetto profondo, voglio dire maldestro
e silenzioso. Sono felice che il nostro amore abbia resistito così bene."
|