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Risvolto di copertina
Henri, giovane contadino della provincia francese, si arruola nelle armate
napoleoniche con l'ambizione di fare il tamburino, ma per via della sua gracile
costituzione e della bassa statura, viene destinato alle cucine dell'imperatore.
Si sa che l'imperatore esige servitori piccoli e cavalli enormi. Henri imparerà presto
a cucinargli il pollo, di cui è ghiotto, e a servirglielo ad ogni ora del giorno e
della notte. Per otto anni Henri serve nelle cucine e da quella singolare postazione
assiste sgomento agli orrori e alle insensatezze della guerra. A Mosca incontra una
ragazza veneziana che sembra aver già vissuto dieci vite e, di avventura in
disavventura, è stata venduta a un generale francese...
Jeanette Winterson, uno dei nomi più promettenti della nuova narrativa inglese, ha
scritto un romanzo storico in cui ha intrecciato molti fili. C'è la storia vista dal
basso, dagli umili, dai disgraziati coinvolti in drammi e tragedie maturati altrove,
e che non hanno nemmeno trovato un riscatto letterario nelle pagine di Stendhal o
di Tolstoj, riservate a personaggi aristocratici. C'è una adesione quasi sfrontata
al romanzesco e al fantastico, filtrata dalla grande lezione del Settecento inglese,
che si traduce in un ritmo serrato, in frequenti colpi di scena, nell'apparizione di
personaggi inquietanti o eccessivi, ma tutti agitati da un divorante amore per una
vita spesso giocata ai dadi, che li disperde per l'Europa, o li unisce
capricciosamente. E c'è una sorta di riflessione romanzesca sulla passione e sui
suoi oggetti, sia essa "una esplosione di sogni e desideri che non trovano sfogo
nella vita quotidiana", un destino, una vocazione o una condanna.
La Winterson muove i suoi personaggi, con i loro colori netti e definiti, con i loro
gesti stilizzati ed emblematici, come le carte dei tarocchi, disponendoli in una serie
di storie concentriche che cercano di stringere una verità sempre a portata di mano,
e sempre elusiva.
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